Dal parlamento europeo arrivano buone notizie: missione compiuta per la risoluzione sui nanomateriali. In barba alle numerose opposizioni, anche italiane, è stata approvata con larga maggioranza. Forse è vero che questo testo non è eccellente, perchè non scioglie i dubbi sulla definizione di Nanotecnologie e fa un discorso molto generale ma è pur sempre un segnale positivo di risveglio delle istituzioni europee dallo stato di "dormiveglia" in materia di nanomateriali. E' un primo importante impegno formale a implementare la normativa europea per protegger noi e il nostro ambiente, aiutando la ricerca sui potenziali rischi. Viene poi chiesto esplicitamente alle imprese di essere trasparenti, consentendo ai cittadini di sapere, soprattutto nel campo dei beni di consumo, se stanno acquistando prodotti contenenti nanomateriali da processi "nano".
A Brussels, il 2 aprile, si è parlato proprio della regolamentazione e delle preoccupazioni tra ambientalisti e sindacati per la situazione di "dormiveglia" delle istituzioni europee e dei singoli stati. Anche a Milano, il 27 aprile abbiamo discusso del principio "no data, no market" e delle azioni che possiamo fare in futuro per incentivare un dibattito serio che possa essere ampliato a tutta l'intera società.
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