martedì 29 giugno 2010

Nanotubi di Carbonio: valutazione del rischio

Il dibattito sui Nanotubi si fa sempre più interessante su entrambi i fronti: Benefici vs. rischi,ecco i contendenti.

Valutazione del rischio. L'Università di Edinburgo ha realizzato uno studio sulla tossicologia dei Nanotubi di Carbonio con il finanziamento del Dipartimento Britannico per l'Ambiente. L'obiettivo dello studio è di valutare il comportamento dei nanotubi che presentano una forma allungata molto simile a quella delle fibre di amianto. Ancora una volta sono state confermate le preoccupazioni e la mancanza di dati e informazioni condivise sul rischio.
L'indagine prende in esame l'intero ciclo di vita di tre nanotubi di carbonio (batterie agli ioni di litio, resine e articoli tessili). Il punto saliente della ricerca è l'identificazione dei punti e dei momenti in cui si manifesta il massimo livello di rischio per la salute e l'ambiente.
La produzione e lo smaltimento finale sono le fase più pericolose perché i lavoratori sono direttamente esposti ai nanomateriali che stanno lavorando. Il rapporto evidenzia alcune misure da adottare per limitare l'esposizione.
Per le batterie si presenta la possibilità di inalazione a seguito di un'apertura forzata dell'involucro o di un incendio della batteria stessa, ed è rivolta soprattutto agli addetti al riciclo e smaltimento dei rifiuti.
Per quanto riguarda gli articoli tessili il maggior pericolo per i consumatori si riscontra in quei filati a cui i nanotubi sono stati applicati in fase di post-produzione. Ulteriori pericoli si riscontrano per i lavoratori nella fase di riciclo e smaltimento.
Le resine comportano rischi per i consumatori durante l'utilizzo solo quando si formano eventuali aerosol. Il momento più pericoloso è l'incenerimento, in quanto non tutte le sostanze vengono bruciate e quindi possono facilmente disperdersi nell'aria. Avendo poi queste resine una vita piuttosto limitata, bisogna trovare il modo di mettere in sicurezza il materiale non utilizzato.
Il dato più inquietante riguarda il fatto che i nanotubi sottoposti a ricerca non corrispondono esattamente a tutti quelli presenti in commercio. Perciò, occorre avviare al più presto una valutazione del rischio anche su campioni di materiali già introdotti sul mercato.

Verso la fine della confusione terminologica?

Giorni intensi per l'ISO (International Standard Organisation) che sta lavorando su un provvedimento relativo alle Nanotecnologie. Ecco i punti salienti della disposizione: Terminologia e impatto ambientale e sulla salute. Può essere un passo avanti verso la soluzione della confusione sulle definizioni? E' presto per dirlo, il documento è in fase di discussione. Gli sforzi si stanno concentrando sui limiti della definizione che, basandosi unicamente sulla "nanoscala", esclude le proprietà innovative che si verificano a livello nano anche nei materiali che hanno dimensione superiore. Quindi se una particella è grande 105 nanometri ma si comporta come una sotto i 100, non viene considerata tra i nanomateriali. Noi ambientalisti ci siamo mobilitati per questo.
Sul fronte della valutazione del rischio viene ancora una volta sottolineata la necessità di acquisire più dati sulla tossicologia, con l'introduzione dei tanto attesi standard metodologici. Speriamo che il dibattito continui ad essere vivace e conduca ai risultati sperati.

Regolamento europeo sui biocidi

Un'altra misura normativa nell'ambito dei nanomateriali è arrivata, e ancora una volta è l'Europa ad essere protagonista. Che sia stata la consapevolezza dei limiti del Reach, o forse i dati piuttosto allarmanti sui nanotubi di carbonio, sta di fatto che finalmente le acque troppo chete sul fronte della nanoregolamentazione si sono movimentate. Dopo il "nanofood", il 22 giugno scorso la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato il testo del nuovo regolamento sui biocidi, che ora dovrà passare al vaglio del Parlamento a settembre. Ma quali sono le novità sul fronte nano? I biocidi "nano" vengono espulsi dalla categoria di prodotti a basso rischio, viene evidenziata la necessità di adottare standard per le indagini tossicologiche e un'etichettatura per i consumatori, e si definisce finalmente la terminologia dei nanomateriali secondo gli stessi criteri del regolamento sui nuovi alimenti. Naturalmente, viene formalizzato l'impegno della Commissione Europea nella realizzazione di un'adeguata indagine sulla valutazione dei rischi per la salute umana e l'ambiente dei prodotti.
Il ruolo delle associazioni non governative è stato fondamentale: tutte queste disposizioni sono frutto di emendamenti presentati nel corso del dibattimento. Ora incrociamo le dita e speriamo che il regolamento diventi efficace...