martedì 2 giugno 2009

Quale futuro ci aspetta?

Ma per i cittadini i nodi da sciogliere sono ancora molti: il mondo nanotech, è completamente sconosciuto oppure è considerato ancora come qualcosa di irreale e distante mille anni luce dalla nostra realtà quotidiana. La gente associa ancora le Nanotecnologie a marchi quali "I pod Nano" o alle nanoparticelle prodotte da inceneritori e automobili. Non parliamo poi, dei rischi: basta un anche un minimo sospetto, per causare un attacco mediatico nei confronti di tecnologie e applicazioni nanotecnologiche, spesso ignorando le vere fonti di pericolo per la nostra salute. E questo problema riguarda tutto il mondo delle nuove tecnologie. Questa sarà una sfida da affrontare nel prossimo futuro: rendere le nanotecnologie (così come altre discipline scientifiche) più familiari anche alle persone che fanno i lavori più comuni e per i quali la scienza è un tabù. Bisogna migliorare la cultura scientifica nel nostro paese, ma anche rendere responsabili e consapevoli i cittadini delle proprie scelte di consumo. Chiediamo anche alle imprese di partecipare a questo processo. Il principio "no data, no market" e l'etichettatura sui prodotti servono proprio per dare la possibilità a tutti i consumatori di conoscere le nanotecnologie. Perchè hanno paura di questi provvedimenti? E' solo per paura di perdere gli investimenti, o hanno forse qualcosa da nascondere? Discutiamone insieme: anche questa è una sfida per il futuro.

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