martedì 2 giugno 2009
Quale futuro ci aspetta?
Ma per i cittadini i nodi da sciogliere sono ancora molti: il mondo nanotech, è completamente sconosciuto oppure è considerato ancora come qualcosa di irreale e distante mille anni luce dalla nostra realtà quotidiana. La gente associa ancora le Nanotecnologie a marchi quali "I pod Nano" o alle nanoparticelle prodotte da inceneritori e automobili. Non parliamo poi, dei rischi: basta un anche un minimo sospetto, per causare un attacco mediatico nei confronti di tecnologie e applicazioni nanotecnologiche, spesso ignorando le vere fonti di pericolo per la nostra salute. E questo problema riguarda tutto il mondo delle nuove tecnologie. Questa sarà una sfida da affrontare nel prossimo futuro: rendere le nanotecnologie (così come altre discipline scientifiche) più familiari anche alle persone che fanno i lavori più comuni e per i quali la scienza è un tabù. Bisogna migliorare la cultura scientifica nel nostro paese, ma anche rendere responsabili e consapevoli i cittadini delle proprie scelte di consumo. Chiediamo anche alle imprese di partecipare a questo processo. Il principio "no data, no market" e l'etichettatura sui prodotti servono proprio per dare la possibilità a tutti i consumatori di conoscere le nanotecnologie. Perchè hanno paura di questi provvedimenti? E' solo per paura di perdere gli investimenti, o hanno forse qualcosa da nascondere? Discutiamone insieme: anche questa è una sfida per il futuro.
Il punto sul dibattito pubblico: risoluzione europea e "nano" conferenze
Dal parlamento europeo arrivano buone notizie: missione compiuta per la risoluzione sui nanomateriali. In barba alle numerose opposizioni, anche italiane, è stata approvata con larga maggioranza. Forse è vero che questo testo non è eccellente, perchè non scioglie i dubbi sulla definizione di Nanotecnologie e fa un discorso molto generale ma è pur sempre un segnale positivo di risveglio delle istituzioni europee dallo stato di "dormiveglia" in materia di nanomateriali. E' un primo importante impegno formale a implementare la normativa europea per protegger noi e il nostro ambiente, aiutando la ricerca sui potenziali rischi. Viene poi chiesto esplicitamente alle imprese di essere trasparenti, consentendo ai cittadini di sapere, soprattutto nel campo dei beni di consumo, se stanno acquistando prodotti contenenti nanomateriali da processi "nano".
A Brussels, il 2 aprile, si è parlato proprio della regolamentazione e delle preoccupazioni tra ambientalisti e sindacati per la situazione di "dormiveglia" delle istituzioni europee e dei singoli stati. Anche a Milano, il 27 aprile abbiamo discusso del principio "no data, no market" e delle azioni che possiamo fare in futuro per incentivare un dibattito serio che possa essere ampliato a tutta l'intera società.
A Brussels, il 2 aprile, si è parlato proprio della regolamentazione e delle preoccupazioni tra ambientalisti e sindacati per la situazione di "dormiveglia" delle istituzioni europee e dei singoli stati. Anche a Milano, il 27 aprile abbiamo discusso del principio "no data, no market" e delle azioni che possiamo fare in futuro per incentivare un dibattito serio che possa essere ampliato a tutta l'intera società.
venerdì 27 marzo 2009
Dal 27 marzo....al 27 aprile
Ci vediamo il 27 aprile a Milano con la tavola rotonda "Vivere e lavorare con le Nanotecnologie" e la carne al fuoco sarà molta e... decisamente piccante, visto che il prossimo 2 aprile il "nano" mondo del nostro continente si affronterà faccia a faccia al parlamento Europeo di Bruxelles. E nel frattempo l'europarlamento sta discutendo un provvedimento sulla regolamentazione dei nanomateriali e una nostra eurodeputata sta creando non pochi problemi alla discussione. All'estero ci facciamo sempre riconoscere per questo immobilismo su questioni quali la tutela della salute e dell'ambiente. Purtroppo a rimetterci saremo noi cittadini, rischiando di trovarci di fronte a un nuovo caso Ogm. E così perederemo il treno dello sviluppo sostenibile anche per le Nano.Vogliamo convincere le istituzioni e le imprese ad assumersi le proprie responsabilità e a sciogliere i troppi nodi ancora da sciogliere sulle Nanotecnologie. Secondo voi è giusto che i lavoratori, i cittadini e l'ambiente siano esposti senza saperlo a potenziali applicazioni pericolose come ad esempio i nanotubi di carbonio e le nanosostanze nei prodotti cosmetici? E' giusto che non si investa sulla ricerca per individuare e risolvere concretamente i rischi? E' giusto che a dichiarare le informazioni sia solo chi produce più di 1 tonnellata di nanomateriali, considerando che il peso specifico di queste sostanze è notevolmente basso?
A Bruxelles e a Milano proveremo a portare alla luce e a risolvere tali questioni, nella speranza di poter dialogare serenamente con tutti gli interlocutori e di non trovarci di fronte a un muro. Vi aggiornerò presto con altre notizie molto interessanti che stanno circolando per la Nanorete!!
A Bruxelles e a Milano proveremo a portare alla luce e a risolvere tali questioni, nella speranza di poter dialogare serenamente con tutti gli interlocutori e di non trovarci di fronte a un muro. Vi aggiornerò presto con altre notizie molto interessanti che stanno circolando per la Nanorete!!
mercoledì 4 marzo 2009
Vivere e lavorare con le Nanotecnologie 27 marzo e 2 aprile 2009
Il dibattito sulle Nanotecnologie promosso, con il progetto NanoCap, sta per entrare nel vivo. Legambiente presenterà la propria posizione il 27 marzo prossimo, a Milano, in occasione dell'incontro "Vivere e lavorare con le Nanotecnologie - Il ruolo della Società tra opportunità e precauzioni". Avrà luogo, infatti, una tavola rotonda tra istituzioni, ambientalisti e sindacati, per discutere delle misure legislative da adottare per governare lo sviluppo delle Nanotecnologie, sulla base delle informazioni sulle opportunità e i rischi provenienti dalla rete nazionale e internazionale di NanoCap.
E non finisce qui: il 2 aprile sarà presentata la posizione condivisa di tutte le associazioni ambientaliste aderenti al progetto europeo. Si terrà infatti la conferenza finale di progetto, a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Una buona occasione per conoscere i risultati del lavoro svolto dal consorzio in questi anni.
Quì è possibile scaricare l'invito http://www.legambiente.org
E non finisce qui: il 2 aprile sarà presentata la posizione condivisa di tutte le associazioni ambientaliste aderenti al progetto europeo. Si terrà infatti la conferenza finale di progetto, a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Una buona occasione per conoscere i risultati del lavoro svolto dal consorzio in questi anni.
Quì è possibile scaricare l'invito http://www.legambiente.org
Lo sviluppo sostenibile delle Nanotecnologie è possibile
Nanoregolamentazione e sviluppo responsabile delle Nanotecnologie: siamo finalmente sulla buona strada. Il Canada, è il primo paese, infatti, ad aver adottato un provvedimento che obbliga le industrie e gli istituti di ricerca, che nel 2008 hanno importato o prodotto più di 1 kg di nanomateriali, a comunicare alle istituzioni tutte le informazioni in merito alle proprietà fisico-chimiche, alla tossicologia e ai metodi di produzione dei propri nanomateriali. Rispetto ai codici di condotta europeo e britannico questa comunicazione sarà obbligatoria e, tra l'altro, anche la Francia potrebbe seguire l'esempio canadese, avendo previsto l'obbligatoria circolazione di queste notizie all'interno della French Grenelle Law. Rispetto,invece, al regolamento europeo REACH, i nanomateriali vengono considerati come classe di sostanze e quindi ricevono una propria regolamentazione specifica.
Per approfondimenti http://www.rsc.org/chemistryworld/News/2009/February/25020901.asp#
Per approfondimenti http://www.rsc.org/chemistryworld/News/2009/February/25020901.asp#
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